lunedì 23 novembre 2015

Sabato 21 novembre 2015 si è svolto, presso il Lucca Libri, il primo di una serie di appuntamenti intitolati "Caffè criminale".
Oltre alla nostra presenza vi erano l'ivestigatore Davide Cannella e l'avv. del Foro di Firenze nonchè professore della Sapienza di Roma Eraldo Stefani, entrambi conosciuti sia a livello nazionale che internazionale.
Il tema dell'incontro riguardava le indagine, e grazie alla interessata partecipazione del pubblico, peraltro molto numeroso, molteplici sono stati gli aspetti analizzati.
Da un primo inquadramento giuridico e normativo, si è passati a discutere dell'importanza della criminologia,del ruolo del criminologo oggi, per poi proseguire all'osservazione di immagini di casi concreti in riferimento ai rilievi effettuati in acqua (vicenda della Costa Concordia) e ai rilievi di terra su una scena di un duplice omicidio.




Quella dell'investigazione e', o dovrebbe essere, una scienza esatta e, quindi, dovrebbe essere trattata in maniera fredda e distaccata.
ARTHUR CONAN DOYLE, "Il segno dei quattro"



La vera figura del Criminologo- Investigatore

La figura del criminologo – investigatore si afferma come ruolo cardine all'interno del processo investigativo, perchè si pone come punto di collegamento tra conoscenze sociologiche, giuridiche, antropologiche, statistico e scientifiche, componendo già in fase di indagine, un quadro efficace. L'elemento fondamentale non è solo la ricerca della verità, tramite l'applicazione di ragionameni e tecniche investigative protese ad eliminare qualsiasi errore investigativo, ma la tempestività dell'azione investigativa. 
A partire dal 2000 alla professione del Criminologo è stata data un certo rilievo processuale, in quanto la riforma del codice di procedura penale ha in parte rivoluzionato la figura dell'avvocato, sancendo anche per costoro, la possibilità di compiere atti di indagini attraverso la collaborazione della figura dell' investigatore privato.
La criminologia quindi, in quanto disciplina interdisciplinare e multidisciplinare si occupa di studiare i fatti delittuosi , gli autori dei delitti e le differenti reazioni che la società mette in atto per combatterli o prevenirli, elabora metodi, teorie, approcci diversi allo studio del crimine, in quanto non vi è una causa universale per l'agire criminoso, bensi una serie di variabili causali, da vautare caso per caso.
Quindi, il criminologo non deve essere inteso come uno studioso onnisciente, o come si dice in senso ironico "tuttologo", poichè il suo compito è quello di saper integrare in una visione sintetica di dati , conoscenze ed approcci e metodi provenienti da campi diversi del sapere.




La figura mediatica del Criminologo.


Molto spesso, l’informazione viene trasformata e condita da considerazioni fantasiose, da personaggi che si cimentano nella ricostruzione dei fatti criminosi senza alcuna competenza. 

La spettacolarizzazione di eventi tragici e reali, sminuisce la figura non solo delle parti processuali, che normalmente svolgono queste attività dando un contributo scientifico di grande rilievo, che invece in tv viene facilmente travisato. 
La figura che più di tutte ne risente è quella del criminologo: figura ormai ridotta nell’immaginario collettivo ad un personaggio da talk show che dice genericamente la sua in merito a qualunque argomento.
Pensiamo al coinvolgimento sociale della vicenda del Mostro di Firenze, un caso irripetibile, ed unico nella storia criminologica italiana, europea e forse mondiale, ma è anche il fallimento, dell’applicazione di ogni tecnica investigativa che abbia un richiamo scientifico. Per cui ogni lettore, si è immedesimato nella storia, o come vittima o potenziale omicida, ma sopratutto come criminologo! 








Alla prossima Wilma&Alessandra

mercoledì 2 settembre 2015

L'Asino d'oro e il carcere

31 agosto 2015, in carcere come ogni lunedì. Obiettivo dell'attività odierna il terminare la lettura di un libro. Un testo classico per la precisione, che ci ha trasportato ben oltre le mura grigie della cella in cui mi trovavo con i detenuti; 125 d.C., Grecia, sortilegi di streghe, negromanzia, briganti senza scrupoli, processi, tradimenti, e Lucio, che da uomo si è trasformato in asino. Lucio si reca  in Tessaglia a far visita a  Milone, un signore ricchissimo e molto avaro, suo amico,  la cui moglie Panfila è una strega. Lucio scoperta questa verità riesce a convincere la  servetta Fotide  a farlo assistere a qualche incantesimo della padrona. Lucio vede così Panfila  trasformarsi in gufo dopo aver bevuto una pozione. Chiede  di potersi trasformare in gufo anche lui. Ma Fotide sbaglia unguento e Lucio diventa asino, pur conservando sentimenti e coscienza umani. Apprende che racquisterà forma umana solo mangiando un cespo di rose. Rapito durante la notte da alcuni briganti entrati in casa di Milone, Lucio è condotto nella loro caverna, dove si trova in ostaggio una fanciulla, alla quale per distrarla una vecchia racconta la favola di Amore e Psiche (un re e una regina avevano tre figlie. Della bellissima Psiche s'innamora Amore che la fa condurre da Zefiro nel suo palazzo. Ogni notte, al buio per non essere visto, il dio va a trovarla. Psiche non resiste alla curiosità e con una lucerna illumina il volto di Amore, che fugge. Psiche tenta in ogni modo di riaverlo, finché Amore le viene in aiuto e ottiene per lei da Giove l'immortalità). Sconfitti i briganti dal fidanzato della fanciulla, Lucio cambia molti padroni, affronta molte disavventure e pericoli, è testimone dei più abietti vizi umani. Alla fine trova riparo nella appartata spiaggia di Cencrea, dove si addormenta. Avvertito in sogno da Iside interviene alla processione in onore della dea e mangia le rose che un sacerdote porta in mano. Riacquista così forma umana.
Il giovane riconoscente si fa iniziare al culto di Iside e Osiride e ne diviene sacerdote.Mi hanno chiesto molte volte perché ho scelto di leggere ai detenuti proprio questo libro, ma solo oggi lo so veramente.   "Mi dà le vertigini, mi abbaglia: la natura in se stessa, il paesaggio, l'aspetto puramente pittoresco delle cose vi sono trattati alla maniera moderna e con un soffio antico e cristiano a un tempo che li pervade. Vi si sente l'incenso e l'orina: la bestialità si congiunge al misticismo."  (Flaubert)Apuleio ha descritto con smagliante maestria tutto ciò di cui l'essere umano è capace, e  ciascuno dei miei spettatori ascoltatori,  Albanesi, Sinti, Italiani... sì è immedesimato nelle avventure/disavventure narrate dalla dallo stesso personaggio principale, Lucio. Non sapevo se un testo così antico  avrebbe potuto essere recepito e apprezzato dai detenuti, ma la sua profondità ha conquistato la loro attenzione.Nell'Asino d'Oro c'è tutto e il contrario di tutto, come  in carcere.Lo stesso Apuleio  ha vissuto l'esperienza della prigionia. Cultore di arti magiche e scienze occulte, nel 158 fu costretto a scagionarsi dall'accusa di stregoneria.Il concetto di detenzione è lo stesso che vive Lucio, intrappolato nelle sembianze animali, con orecchie lunghe e zoccoli al posto delle mani, in attesa di una liberazione.La mia scommessa è stata vinta. La metamorfosi può iniziare ovunque, in ogni condizione, anche dove manca la luce e i colori non sembrano esistere più. “La bellezza salverà il mondo” scriveva Dostoevskij; se ripenso ai loro occhi attenti e affascinati dalla lettura del libro, alla condivisione dei loro vissuti scaturita dall'ascolto delle peripezie di Lucio, alla richiesta di una seconda lettura della storia di Amore e Psiche, ecco, del bello è stato creato.Metamorfosi come mio auspicio, perché  c'è sempre qualcosa da salvare e in cui credere. Alessandra




sabato 28 febbraio 2015

Flop Criminologico Il Caso Pietro Pacciani



Quello del mostro di Firenze non è solo un caso unico nella storia criminologica italiana, europea e forse mondiale, ma è anche un fallimento dell'applicazione di ogni tecnica investigativa che abbia un richiamo scientifico.Come se ogni mezzo fosse stato utilizzata non per le potenzialità che offriva se non invece per quanto era utile a dimostrare una tesi precostituita. Ci sono otto duplici omicidi firmati da una stessa arma e da medesime cartucce, un modus operandi riscontrabile in ogni delitto che si evolve psicologicamente nella sua efferatezza. L'arco di tempo è di 17 anni  dal 1968 al 1985 con periodi di silenzio variabili e un'accelerazione nel 1982 (due delitti).
Ci sono stati vari sospettati nel corso degli anni cinque persone sono state indicate come l'assassino, il Mostro (Enzo Spalleti, Francesco Vinci, Giovanni Mele e Piero Mucciarini, Salvatore Vinci e alla fine Pietro Pacciani). Per Il delitto del 1968 invece un uomo è stato condannato in via definitiva, Stefano Mele marito di Barbara Locci, la prima vittima.
Alcuni personaggi entrati nella vicenda sono stati indicati solo come complici, favoreggiatori. Mario Vanni, Giancarlo Lotti e Ferdinando Pucci sono stati i più famosi fra questi, condannati i primi due, non il terzo, il supertestimone che incastrava i cosiddetti "compagni di merende".
E qui il caso del Mostro di Firenze diventerebbe unico su scala planetaria: non solo 8 duplici omicidi ma anche fatti in gruppo e ultima ipotesi investigativa, su commissione.
Pacciani era un delinquente, un assassino, ha abusato delle figlie, ha avuto episodi di violenza nei loro confronti e nei confronti della moglie indicibili. Un Mostro perfetto, ma non il Mostro di Firenze.
Come Diciamo nel libro: "Ben 143 testimoni sono stati sapientemente mossi ed uniti da una geniale strategia giuridica di indizi psicologici (quadro, poster, riviste pornografiche, ect) e sono serviti a far indossare, sapientemente un vestito cucito ad arte su Pietro Pacciani.

                                             Wilma Ciocci &Alessandra Severi